CARITAS E IMMIGRATI A MILANO: AGIRE IN TEMPO, RISPONDENDO AL DISAGIO

“Le 62 mila persone che si sono segnalate alla questura per chiedere la regolarizzazione non sono ancora ‘regolari’, ma non sono nemmeno più clandestini. E’ a loro che bisogna dare risposte concrete, offrendo accoglienza e solidarietà”: sono queste, secondo Paolo Lambruschi della Caritas Ambrosiana, le premesse sulle quali si basa l’appello pubblico che verrà lanciato nel tardo pomeriggio di oggi a Milano. Presso la sede di via S. Bernardino 4, alle ore 18,30, sono stati infatti invitati i rappresentanti delle parrocchie, dei gruppi di volontariato, dei centri di accoglienza già attivi, oltre a tutti coloro che sono sensibili al problema, per fare una specie di “censimento” delle disponibilità che la comunità cristiana può offrire nel breve termine. “Il progetto più imminente che si profila, quello del centro di accoglienza dell’Idroscalo, per 200 persone, potrebbe essere uno dei primi servizi cui i volontari Caritas potrebbero dare un aiuto – spiega Lambruschi – anche se ci si attende la segnalazione di altre disponibilità da parte di comuni ed enti. Il discorso è comunque solo all’avvio e vuole essere una risposta agli auspici emersi dall’incontro della scorsa settimana con il ministro Livia Turco”. Nel pomeriggio di ieri, durante la sua visita alla città, il presidente del Consiglio D’Alema ha incontrato l’arcivescovo card. Martini: hanno discusso su come accogliere gli immigrati nella salvaguardia della tranquillità sociale, scossa nelle scorse settimane da gravi fenomeni di violenza.