L’Italia continua “a non riconoscere la funzione della scuola non statale”, limitando di fatto la libertà di scelta dei genitori con “impedimenti di ordine giuridico, burocratico ed economico”: è quanto afferma, nell’articolo che apparirà domani su “Avvenire”, il presidente nazionale dell’Agesc (genitori scuole cattoliche), Stefano Versari. Lo scritto presenta la petizione inviata al Parlamento Europeo “per porre rimedio alla violazione dei principi fondamentali in materia di parità scolastica e di libertà di scelta educativa in Italia”, precisa Versari, sottolineando tra l’altro che “l’assenza di equipollenza di trattamento economico nei riguardi di quanti scelgono legittimamente le scuole non statali colpisce soprattutto le famiglie meno abbienti”.” “Il documento dell’Agesc prefigura addirittura l’apertura di un contenzioso presso l’alta Corte di Strasburgo per “inadempienze circa le norme che regolano la libertà di educazione e di insegnamento nel nostro Paese” e comunque sottolinea che “anche la Corte Costituzionale nella sentenza 454/1994 ha stabilito che l’obbligo scolastico può essere adempiuto in modi diversi dalla frequenza delle scuole pubbliche” e dunque è “ingiustificatamente discriminatoria l’esclusione di chi assolva in modi diversi da tale tipo di frequenza da una provvidenza destinata non alle scuole, bensì direttamente agli alunni.”.” “