Molte lamentele sulla rigidità organizzativa negli ospedali e sulle scarse attenzioni da parte dei medici e degli infermieri: è uno dei dati che emergono dalla ricerca sull’esperienza dei malati in ospedale condotta dalla Consulta della diocesi ambrosiana per la sanità, in collaborazione con l’Università Cattolica, presentata oggi a Milano al convegno sul tema “L’impegno del mondo cattolico per la salute”. I risultati serviranno alla fondazione di un Osservatorio pastorale sulla salute della diocesi di Milano.” “La ricerca è stata condotta nel ’96-’97 su un campione di 1.121 pazienti appena usciti da 31 ospedali pubblici e privati di Milano. “Da un lato il rapporto richiama la presenza di pazienti difficili – ricorda Achille Ardigò, dell’Università di Bologna -, dall’altra sottolinea le pressione che deriva da accresciuti controlli di efficienza e di bilancio, successivi all’introduzione delle norme per l’aziendalizzazione ospedaliera. Pressioni di efficienza e di bilancio rendono talora più assillante e con rischio di esaurimenti emotivi il lavoro in ospedale”. Dalla ricerca emerge anche la necessità di “non isolare l’ospedale dall’assistenza sanitaria sul territorio” e di potenziare il contributo delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi di volontariato sanitario. La ricerca mette in luce l’importanza della famiglia, della rete di relazioni solidali e dell’assistenza domiciliare. “Non c’è dubbio che questa rete vada in buona parte guidata da operatori istituzionali – si legge nella presentazione – ma sarà di scarsa incidenza senza l’intervento di un attivo volontariato solidaristico”. E’ destinata ad aumentare infatti la percentuale di persone che usufruiranno di assistenza domiciliare in alternativa al ricovero (in Lombardia avvengono 1 milione 600 mila ricoveri l’anno), anche in relazione al notevole allungamento della vita media.” “