INFANZIA MISSIONARIA: 3.000 PROGETTI L’ANNO E 5 MILIARDI DAI BAMBINI ITALIANI

“Una Ave Maria al giorno e un soldo al mese”: iniziò così, nella prima metà dell”800, con quest’invito rivolto da un vescovo francese ai ragazzi della sua diocesi, l’impegno dell’infanzia missionaria nel mondo, di cui domani si celebra la Giornata. Da allora, attraverso la raccolta di offerte che pervengono alla Pontificia Opera dell’infanzia missionaria, “i bambini aiutano i bambini” più poveri dei Paesi del Sud del mondo. ” “Ogni anno vengono esaminati infatti una media di 3.000 progetti, la maggior parte per mantenere e costruire orfanotrofi, scuole, dispensari rurali. Aumentano le richieste di aiuto per i ragazzi di strada (Sudan, Filippine, Angola, Mozambico, ecc.), per i bambini malnutriti in Africa ed Estremo Oriente, per i bambini affetti da Aids in Tailandia e Zambia, per quelli coinvolti nel turismo sessuale nello Sri Lanka. Consistenti aiuti di emergenza sono stati destinati ai bimbi iracheni che soffrono a causa dell’embargo imposto dagli Stati Uniti, ai bambini di Haiti (uno dei Paesi più poveri del mondo), ai bambini vittime della fame in Sudan e delle conseguenze del maremoto in Papua Nuova Guinea. “Il bambino è contento di prendere in affidamento i coetanei – spiega suor Maria Teresa Crescini, segretario nazionale della Pontificia Opera dell’infanzia missionaria -, sente che questo ruolo lo aiuta a crescere, lo mette nella corrente positiva della vita adulta. Se vogliamo evitare il razzismo nei giovani, dobbiamo insistere con loro affinché comprendano che ogni volto diverso è necessario alla crescita, è compagno del cammino, è abitatore della stessa casa che è il mondo”. ” “Nel ’98 sono stati finanziati 178 progetti di animazione e formazione missionaria; 218 per la formazione cristiana, 1163 per l’educazione scolastica, 200 per l’educazione pre-scolastica e 460 di “protezione vita”. I bambini italiani hanno contribuito con 5 miliardi di lire.” “