“Noi non avevamo progettato di organizzarci in questo modo, anzi nemmeno lo desideravamo, ma ci siamo lasciati guidare e verificare dalla Chiesa”. Con queste parole suor Grazia Benedetta, suor Grazia Giovanna e fra Benedetto Maria spiegano lo stile di vita, fondato sull’essenzialità, della comunità monastica eremitica che hanno recentemente costituito dopo l’approvazione dell’arcivescovo di Ancora-Osimo, mons. Franco Festorazzi. Nella stanza parlatorio, nelle celle, nella cappella non ci sono immagini né scritte. Nella “Piccola famiglia dell’esodo”, che sorge a Passatempo di Osimo, in provincia di Ancona, tutto è improntato sull’ora et labora. Lo scorrere del tempo è ritmato dalla contemplazione di Dio nella solitudine. La preghiera si protrae anche nella notte, dalle 9 di sera alle 2 dopo mezzanotte. Parte della giornata è dedicata al lavoro. Le due suore ed il religioso dipingono a mano immagini sacre. “Un giorno impareremo a farle bene – auspicano – e insieme con qualche altro lavoro che stiamo già facendo, avremo la possibilità di pagare il riscaldamento”. Per sopravvivere, i tre religiosi dicono di affidarsi alla Provvidenza e di pregare il Signore affinché provveda “solo del necessario perché l’abbondanza guasta”. Tutto ciò che si fa durante il giorno e la notte viene dedicato a Dio. “Stiamo davanti al Signore – dicono i tre religiosi -, ci consegnamo a Lui in una maniera totale, senza chiedere di vedere i frutti della nostra preghiera”. L’offerta quotidiana di sé a Dio è scritto anche nella regola della piccola comunità.