“Vi scrivo questo messaggio avendo coscienza che, cristiani e musulmani, non ci siamo sempre amati e rispettati come Dio ci ha domandato. Purtroppo, questa mancanza di reciproco amore non esiste soltanto nella storia, ma anche nella realtà presente. Tuttavia è importante allo stesso tempo dare rilievo e far conoscere le numerose situazioni dove la convivialità fra cristiani e musulmani è pacifica e fruttuosa”: così scrive il cardinale Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso nel suo messaggio, per la fine del Ramadan, iniziato il 19 dicembre e concluso oggi. Per il card. Arinze tra musulmani e cristiani esiste un grande “accordo sulla misericordia effettiva verso il prossimo” che si basa sull'”elemosina, la sollecitudine verso gli orfani, gli anziani, i malati, gli stranieri, la lotta contro la droga, gli abusi contro i minori, la promozione della pace e della dignità e dei diritti dell’uomo” così come una convergenza delle due religioni a condannare colpe quali “l’ignoranza dei bisogni altrui, il rifiuto del dovere della solidarietà, l’odio, la discriminazione fondata sul sesso, la razza o la religione, l’ingiustizia in tutte le sue forme”. “L’amore di Dio per l’umanità – scrive ancora il cardinale – è un amore universale che va al di là delle frontiere politiche, delle differenze razziali, culturali, religiose, delle scelte politiche o ideologiche, della situazione sociale.” Da qui l’invito – conclude il cardinale – ad “esaminare i nostri rapporti nel passato e nel presente, e soprattutto a decidere di divenire sempre più ciò che Dio ci chiama ad essere: testimoni della sua bontà e della sua misericordia soprattutto verso i più deboli”.