MIGRANTES: UNA “CONQUISTA” LA CITTADINANZA AI FIGLI DEGLI IMMIGRATI

Una “conquista di civiltà”: così padre Bruno Mioli, della Fondazione Cei Migrantes, definisce la proposta di legge attualmente in discussione in Germania, che prevede l’estensione della cittadinanza agli immigrati della “seconda generazione”, cioè ai figli degli immigrati residenti nel Paese. La proposta tedesca, che qualcuno definisce un possibile modello per l’Europa, per Mioli “va considerata con grande attenzione, perché sia da un punto di vista umanitario, sia dal punto di vista di diritto internazionale – anche se non esplicitamente formulato – il diritto del suolo dovrebbe valere di più del diritto di sangue”. Tutto ciò, precisa il responsabile di Migrantes, “a prescindere dal diritto di cittadinanza per la prima generazione, in merito al quale i governi possono rispondere con minore o maggiore disponibilità”. Per la seconda generazione di immigrati, spiega ancora Mioli, “il fatto di nascere e di operare in un Paese è il primo fondamentale passo di socializzazione. Nascere in un luogo e diventarne automaticamente cittadini sono fatti che quasi coincidono”. Iniziative come quella in atto in Germania, secondo Mioli, sono da salutare con favore, “a patto però che lascino intatto il diritto dei genitori a scegliere per i propri figli”. L’estensione della cittadinanza, in altre parole, “va intesa come una proposta, e non come un obbligo tassativo o un vincolo per gli immigrati: il diritto di scelta dei genitori è un diritto primario”.