“Il fenomeno dell’usura a Roma sta dilagando, soprattutto tra le borgate – ha dichiarato Mons. Guerino di Tora direttore della Caritas diocesana -. La forma è molto spicciola, con un porta a porta di chi, trovandosi in un lieve disagio economico e non avendo contributi da parte della banche, si deve rivolgere a qualche amico che lo consegna a delle piccole società di usura. A Roma si è arrivati a calcolare un giro tra i seimila e gli ottomila miliardi, con circa tremila usurai. Il fenomeno è in mano a persone singole o micro- strutture, non a mafie. L’usura sta aumentando in progressione molto accentuata in altre città del Lazio, come Latina e Frosinone, dove stanno emergendo realtà di malavita e nuovi disagi”. Mons. Di Tora è così intervenuto al convegno che si è tenuto oggi a Roma per i quattro anni della Fondazione antiusura “Salus Populi Romani”. La Fondazione, di cui Di Tora è presidente, offre garanzie in favore di chi non potrebbe altrimenti accedere al credito bancario. Dal 1997 ha esaminato circa mille casi, prestando garanzie per un totale di due miliardi a centosettandue persone. Trattando con le banche è riuscita ad ottenere sconti sui debiti per 600 milioni. “Occorre una grossa collaborazione – ha continuato Di Tora – tra lo Stato, tutte le istituzioni, religiose e civili, le fondazioni e il volontariato. Prima che un problema economico, l’usura è un problema educativo. Bisogna rieducare la gente all’uso del denaro”.