E’ da più di un ventennio che la Caritas di Ragusa affronta il tema del disagio, dell’immigrazione, della povertà, “con estrema determinazione dal punto di vista culturale e pedagogico e con una serie di servizi, strutture e risposte operative concrete”. Così la Caritas di Ragusa spiega “come ha reagito alla strage di Vittoria”. Il direttore della Caritas diocesana, mons. Giovanni Battaglia, ritiene infatti “doveroso” rispondere alle richieste da più parti avanzate in merito e mostrare l’impegno della Chiesa “sul versante della prevenzione del disagio minorile e giovanile e sulla cultura della non violenza”. A questo proposito, mons. Battaglia ricorda “le tante comunità di accoglienza per tossicodipendenti, immigrati, persone in difficoltà di vario genere”. Sul fronte del disagio minorile e della disoccupazione, la Caritas ha attivato in collaborazione con l’associazione “Casa Famiglia Rosetta” una comunità alloggio per minori a rischio di devianza che da cinque anni opera nella città di Ragusa. Una simile struttura è stata realizzata ed è già disponibile all’uso nel territorio di Comiso e Vittoria. Mons. Battaglia dice di aver “tempestivamente informato tutte le massime autorità della disponibilità della struttura” che ha fra l’altro “il vantaggio aggiuntivo” di essere collocata all’interno di una cooperativa sociale promossa dalla stessa Caritas per l’inserimento nel mondo lavorativo di soggetti a rischio. “Confidiamo – conclude mons. Battaglia – nella disponibilità degli enti locali a stipulare le doverose convenzioni di gestione e che la burocrazia renda agevole e celere i percorsi formali”.