L’invito a dare alla fede una “dimensione economico-politica” per resistere agli effetti negativi della globalizzazione sia sui poveri che sui ricchi viene da padre Alex Zanotelli, missionario nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, in un messaggio inviato al convegno “Dentro la globalizzazione. Resistenze in dialogo” promosso dal mensile saveriano “Missione oggi”, che si terrà domani a Brescia. Padre Zanotelli ammette la “durezza incredibile” della vita tra i poveri, ma ritiene che non sia facile nemmeno per i ricchi: “Penso che questa confessione della difficoltà di resistere all’impero del denaro che ha stravinto la dobbiamo fare ovunque – scrive – sia chi vive con i poveri, sia chi vive nel cuore dell’impero”. L’unica differenza, spiega, è che i poveri “ti offrono almeno la loro straordinaria ricchezza umana”, che è “grazia, è forza per andare avanti”. Allora, continua, “se questo Dio è il Dio dei poveri, dobbiamo coniugare la nostra fede con precise scelte politiche, soprattutto economico-politiche, sociali e culturali”, creando una “rete lillipuziana” costituita da persone singole, comunità, Chiese: “Dobbiamo imparare ad uscire dai nostri piccoli gruppi, dai nostri piccoli schemi e imparare a dialogare. Se non dialoghiamo, se non abbiamo una visione comune, non cambiamo nulla”. Padre Zanotelli fa riferimento a due impegni concreti da portare avanti durante il 2000: fare attenzione al M.a.i. (Multilateral agreement on investiment), un accordo di cui si riparlerà nel corso del’assemblea dell’Organizzazione mondiale del commercio a Seattle; e al “Nafta for Africa”, le cui clausole “sono scandalose e micidiali” per il continente africano e per l’Europa a tutto vantaggio degli Stati Uniti. Al convegno, che sarà articolato in gruppi di studio su democrazia, giustizia sociale ed economica, identità culturale, ambiente e “fede e resistenza”, interverrà il sociologo Riccardo Petrella. ” “” “