CINEMA: R. FAENZA, “LA TELEVISIONE HA UCCISO LA MEMORIA”

“La televisione ed i media in particolare fanno quotidianamente a pezzi la nostra memoria”. E’ la denuncia che Roberto Faenza, regista de “L’amante perduto” (sugli schermi a partire dal 15 ottobre), lancia dalla pagine della “Rivista del Cinematografo” che lo ha intervistato sul numero in uscita questo mese. “Tutto quello che viene trasmesso dalla televisione – ha spiegato Faenza – un minuto dopo non conta più. E’ triturato, perché c’è bisogno del prodotto successivo”. Per il regista di “Jona che visse nella balena” e di “Sostieni Pereira”, “i mass media sono colpevoli del tentativo di nullificare qualsiasi significato, perché un significato vuol dire confrontarsi con la ragione e con la riflessione”. A farne le spese sarebbero principalmente i giovani. “I ragazzini che sono, come sempre, i più indifesi – ha detto il regista – sono totalmente privi di memoria”. Da qui, secondo Faenza deriverebbe la richiesta, da parte soprattutto del pubblico giovanile, di meno frammentarietà e di maggiore approfondimento sia nell’informazione che nelle trame cinematografiche. Faenza si definisce fiducioso. “Sono convinto – ha detto il regista – che il grado di bassezza cui è arrivato l’intero mondo dei mass media, sarà il motivo del suo stesso rinnovamento. Nel giro di pochi anni si comincerà a tornare a momenti più riflessivi, più intimi, più profondi”. ” “” “” “” “