“L’avanzata del virus dell’Aids è segno di come alla base dell’emergere di molte nuove malattie infettive vi sia spesso uno ‘sviluppo’ dettato dell’Occidente ai Paesi del Terzo mondo”. Lo ha detto Giulio Tarro, primario di virologia presso il presidio ospedaliero “D.Cotugno” di Napoli, intervenendo oggi a Roma al colloquio internazionale “Gli scenari delle nuove civiltà. Quale Sud per l’Europa”, promosso dall’Istituto Luigi Sturzo e dall’Associazione per la valorizzazione storica della democrazia italiana. Tarro ha ricordato che il virus dell’Aids “è fuoriuscito dalla foresta africana nelle quali era confinato a seguito della costruzione di una strada per il trasporto di legname” e che la febbre emorragica presente in Argentina e Brasile era limitata ad alcune aree paludose e ai roditori, ma, dopo essere state “bonificate per far posto a coltivazioni intensive destinate all’esportazione”, costituisce ora un grave pericolo per gli esseri umani. Una serie di altri esempi portati da Tarra – che ha ricordato inoltre come l’immigrato porti con sè un “patrimonio salute” per cercare lavoro -, smentiscono la facile equazione per cui gli immigrati “importano malattie nei Paesi occidentali”. Al contrario, compaiono in loro le cosiddette “malattie da disagio” o da “degrado”. “Sono del tutto esagerate – afferma – le preoccupazioni di chi vede dietro le colonne di emigrati che si affollano alle nostre frontiere l’insorgere di quelle catastrofiche epidemie che oggi qualcuno paventa per l’Europa”. Sul tema delle migrazioni è intervenuto anche padre Lorenzo De Paolis, del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, auspicando che il prossimo incontro del Consiglio europeo a Tempere (15-16 ottobre) sia “decisivo per l’accelerazione delle tappe verso una normativa comunitaria sulle migrazioni vincolante per tutti gli Stati”.” “” “