SINODO EUROPA: UFFICIO STAMPA DIOCESI MILANO SU INTERVENTO CARD. MARTINI

Pubblichiamo il testo integrale della nota a firma di don Gianni Zappa, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano, che apparirà sui settimanali ambrosiani. ” “Il cardinale Carlo Maria Martini ha proposto un suo intervento al Sinodo dei Vescovi europei il 7 ottobre scorso. L’intervento dell’arcivescovo è stato amplificato dalla stampa presentandolo con sottolineature e sotto angolature differenti. Dopo aver ricordato il cardinale Basil Hume, arcivescovo di Westminster, deceduto il 17 giugno scorso, il cardinale Martini ha presentato tre “sogni” seguendo l’icona biblica dei discepoli di Emmaus più volte richiamata dall’Instrumentum Laboris del Sinodo. Il primo è il “sogno” che “attraverso una familiarità sempre più grande degli uomini e delle donne europee con la Sacra Scrittura, letta e pregata da soli, nei gruppi e nelle comunità, si riviva quell’esperienza del fuoco nel cuore che fecero i due discepoli sulla strada di Emmaus” (IL 27). Il secondo è che “la parrocchia continui ad attualizzare, con il suo servizio profetico, sacerdotale e diaconale, quella presenza del Risorto nei nostri territori che i discepoli di Emmaus poterono sperimentare nella frazione del pane” (IL 34.47). Su questo punto l’arcivescovo, riferendosi a diversi interventi già ascoltati in aula sinodale, ha evidenziato la necessità che “i membri del movimenti e delle nuove comunità si inseriscano vitalmente nella comunione della pastorale parrocchiale e diocesana per mettere a disposizione di tutti i doni particolari ricevuti dal Signore e per sottoporli al vaglio dell’intero popolo di Dio” (IL 47). Il cardinale Martini ha sottolineato che “dove si realizza una efficace esperienza di comunione e di corresponsabilità la Chiesa si offre più facilmente come segno di speranza e proposta credibile alternativa alla disgregazione sociale ed etica da tanti qui lamentata”.” “Il terzo “sogno” è che “il ritorno festoso dei discepoli di Emmaus a Gerusalemme per incontrare gli apostoli divenga stimolo per ripetere ogni tanto, nel corso del secolo che si apre, una esperienza di confronto universale tra i vescovi che volga a sciogliere qualcuno di quei nodi disciplinari e dottrinali che riappaiono periodicamente come punti caldi delle Chiese europee e non solo europee. Il Cardinale elenca alcuni di questi “nodi” desumendoli dall’Instrumentum Laboris del Sinodo, pertanto si tratta di argomenti che già sono materia di discussione per il Sinodo stesso. L’arcivescovo, dopo aver precisato che “non sono certamente strumenti validi” per affrontare questi temi “né le indagini sociologiche, né le raccolte di firme, né i gruppi di pressione, sostiene che “alcuni di questi nodi necessitano probabilmente di uno strumento collegiale più universale e autorevole, dove essi possano essere affrontati con libertà, nel pieno esercizio della collegialità episcopale, in ascolto dello Spirito e guardando al bene comune della Chiesa e dell’umanità intera”. La stampa, nel riprendere l’intervento del cardinale Martini, ha insistito esclusivamente sul terzo punto, ignorando la centralità dei due precedenti. Qualche organo di stampa ha ritenuto che l’arcivescovo “sognasse” un nuovo Concilio. In realtà il cardinale ha evidenziato l’importanza di una corresponsabilità dei vescovi nell’affrontare temi vivi per la Chiesa del nostro tempo, senza entrare nel merito della forma e delle modalità. Per l’arcivescovo sarebbe una testimonianza di comunione e di collegialità “in una Chiesa ormai sempre più diversificata nei suoi linguaggi”.” “” “” “