DOSSIER MITROKHIN: LA VITA DEL POPOLO (TREVISO), “UN’OMBRA SULL’ITALIA?”

“L’ombra del Kgb si stende sull’Italia? Non direi proprio”. E’ quanto pensa don Dionisio Rossi, direttore de “La vita del popolo” di Treviso, in un editoriale che compare nell’ultimo numero del settimanale diocesano. “Questo dossier Mitrokhin sembra una cosa semiseria – afferma -, fatta apposta per esaltare lo stile italiano di far informazione attraverso supposizioni, chiacchiere, invenzioni e smentite; l’Italia degli spioni o dei segreti o dei polveroni”. Secondo don Rossi però alcune “lezioni sono da ricavare”: il dossier mette in evidenza il ruolo non marginale dell’Italia, da cui emerge “l’enorme importanza della politica di governo realizzata dalla Dc e dai suoi alleati” ma anche di altre figure, “dello stesso socialismo, da Togliatti a Nenni a Berlinguer” mentre, “di contro, si staglia nitida la piccolezza di un Cossutta alleato inconsapevole, non spia, di uno stato nemico e imperialista”. Per don Rossi “la sinistra faticherà a riconciliarsi con l’Italia, non tanto per le spie, quanto se continuerà nell’atteggiamento, da una parte di non riconoscere definitivamente la realtà storica del comunismo reale nelle Repubbliche sovietiche e l’errore storico dei partiti comunisti satelliti; e dall’altra di non apprezzare il grande merito delle vere forze democratiche italiane, Dc in testa (senza per questo chiudere gli occhi su loro vicende oscure o poco nobili)”. “Tali rivelazioni – osserva – devono però portare a riconoscere la storia nella sua verità” e non “ad adoperare un dossier semiserio, qual è il Mitrokhin, come clava per la propria lotta politica, scadendo in polemiche sorpassate, risuscitando fantasmi di comunismo e fascismo”. Don Rossi conclude osservando che “il dossier rivela che l’italica stirpe mostra un volto decisamente superficiale, spesso frivolo, ma il terreno in cui si radica è uno dei più resistenti”.