INTERDETTI E INABILITATI: UN MILIONE DI CITTADINI DI “SERIE B”

Sono circa un milione gli italiani “interdetti” e “inabilitati” perché ritenuti incapaci, limitati nei propri diritti e sottoposti alla tutela di un curatore. Un istituto giuridico inadeguato per rispondere a tutti i casi e che andrebbe limitato solo alle situazioni estreme. Ad avanzare questa richiesta è oggi a Milano “Oltre noi…la vita”, associazione nata nel 1992 da quattro grandi enti che operano nel campo dell’assistenza dei disabili: la Fondazione Don Gnocchi, la fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone e le sezioni milanesi di Aias (Associazione italiana spastici) e Anffas. Che rilanciano un disegno di legge su una nuova figura, “l’amministratore di sostegno” da affiancare ai disabili, in particolare disabili mentali in grado di avere un certo grado di autonomia nelle decisioni. Tale proposta ha già ricevuto l’assenso della Commissione Giustizia della Camera e attende di approdare al dibattito in Aula.” “Occasione per discutere della questione il convegno in corso a Milano su “La tutela per le persone incapaci: problema e risposte”. “L’interdizione – spiega Maria Cipolletta, vicepresidente di ‘Oltre noi…La vita’ – è obsoleta perché non risponde al bisogno specifico della persona, che viene di fatto privata dei suoi diritti. Mentre all’estero, esiste una cultura della tutela dei soggetti deboli come prosecuzione della potestà dei genitori, in Italia tale atto è solo amministrativo e riguarda di solito la gestione del patrimonio. E’ anche un impegno oneroso perché può venire imposto d’ufficio ad un parente. Occorre invece creare una nuova figura giuridica che garantisca la tutela della persona non solo dal punto di vista economico ma anche della qualità della vita”. In attesa della legge sull’amministratore di sostegno l’associazione ha formato con specifici corsi 300 “tutori del cuore”, metà volontari e metà parenti, ai quali il tribunale ha affidato la tutela di disabili gravi.” “