Il trattamento sanitario obbligatorio per i tossicodipendenti è una “facile scorciatoia” al problema della droga: una proposta “velleitaria e illusoria, fatta in termini demagogici da chi dimostra di non avere alcuna idea sulla tossicodipendenza e su quali percorsi promuovere per aiutare le persone ad uscirne”. Questo il commento del sociologo Mario Pollo alla proposta di alcune forze politiche in tema di droga. “Tutte le forme di disintossicazione pura – spiega Pollo – comportano normalmente una ricaduta, perché non tengono conto che la disintossicazione è solo un momento di un cammino di recupero molto più ampio”. Se il recupero, infatti, “comprende in sé la disintossicazione”, quest’ultima – anche se “realizzata in forma coatta” – “non comporta necessariamente il recupero. L’unico possibile percorso di uscita dalla tossicodipendenza che abbia una qualche possibilità di successo – sostiene il sociologo – è l’espressione di una volontà soggettiva: senza questo atto di libertà, nessun percorso terapeutico può riuscire”. Prevenzione e recupero: questi, per Pollo, i fronti su cui si gioca la lotta alla droga: “La prevenzione, è educazione: occorre riattivare la capacità educante della società e aiutare i giovani a progettare il proprio futuro, la propria vita, attraverso ideali come la realizzazione di sé, la libertà, l’autonomia, la coscienza critica…”. Per quanto riguarda il recupero, conclude il sociologo, “accanto alle comunità terapeutiche, è necessaria la creatività per individuare nuove strade. A chi si impasticca, ad esempio, e che in genere non si considera un tossicomane, si possono offrire forme di recupero che non sradichino le persone dalla propria vita, come incontri pomeridiani o serali”. ” “” “