GLOBALIZZAZIONE: IL RISCHIO DI CANCELLARE LE DIVERSITÀ

No alla globalizzazione senza regole, alle speculazioni finanziarie e all’appiattimento delle culture. Adozione di politiche internazionali che perseguano l’obiettivo di sradicare la miseria presente sulla terra conciliando, nell’economia mondiale, globalizzazione e solidarietà. Promozione di “un nuovo umanesimo” e del dialogo interreligioso come incontro tra valori spirituali e mondializzazione della cultura. Queste sono alcune delle indicazioni emerse questa mattina a Roma nel corso del convegno sul tema “Alle soglie della mondialità. Quale uomo per il tempo della globalizzazione?” promosso dall’Università pontificia salesiana. Riflettendo sugli aspetti economici del fenomeno, Ferruccio Marzano, docente di Economia dello sviluppo presso l’università “La Sapienza”, ha sottolineato il pericolo “della globalizzazione della produzione, della finanza e dei movimenti di capitali” che provoca “grave instabilità dei mercati e distrazione di risorse finanziarie dagli investimenti nei paesi più poveri e bisognosi di sviluppo”. E’ urgente “umanizzare la globalizzazione tramite la sottoscrizione di un impegno internazionale” che fissi delle regole ispirate a “forti criteri morali di responsabilità”. “La globalizzazione induce la mondializzazione della cultura con la tendenza all’omologazione dei valori etici e religiosi, appiattiti verso il sistema economico dominante”. Lo ha detto Gaspare Mura, docente di Ermeneutica presso l’Università urbaniana che ha auspicato la “salvaguardia delle grandi tradizioni culturali”, vera ricchezza di ogni paese, e ha proposto la globalizzazione come “moltiplicazione e diffusione di identità in dialogo a livello mondiale”.