NOTA SETTIMANALE: LA VISITA DI CIAMPI IN VATICANO. Pubblichiamo di seguito il testo integrale della nota settimanale del Sir

E’ stato un incontro caloroso e sentito, quello tra il Papa ed il presidente della Repubblica Ciampi, sollecito a recarsi in visita in Vaticano a pochi mesi dall’inizio del suo settennato. Nei discorsi ufficiali Ciampi ha ricordato “i rapporti intensi e costruttivi” fra la Santa Sede e l’Italia ed ha reso omaggio all’instancabile prodigarsi del Papa, per l’Italia, per l’Europa e per la pace nel mondo: “La Chiesa – ha affermato – è portatrice di istanze e di attese che permeano la società italiana, una società che ha come riferimento centrale la famiglia e i suoi valori”. ” “Ha insistito sugli sviluppi dell’Europa e sull’impegno per la pace. Ma anche il capo dello stato è consapevole delle sfide, dei “problemi che investono del pari credenti e non credenti”: i processi di globalizzazione, gli sviluppi della scienza e delle tecnologie alle frontiere della vita e lo stesso sistema della comunicazione di massa, pongono il problema della scelta e dei criteri per la scelta. E’ una questione che riguarda “tutti coloro che hanno fede nell’uomo e nella facoltà che gli è stata data di scegliere il Bene e di vincere il Male”, con la lettera maiuscola nel testo consegnato ai giornalisti.” “Probabilmente qui è il punto vero per lo sviluppo dell’Italia, ma anche dell’Europa, che sembrano per molti aspetti ripiegati su loro stesse. Anche Ciampi ha ricordato le “culle vuote” segno evidente non solo di difficoltà economiche, ma forse soprattutto di “sfiducia nell’avvenire”.” “Su questo snodo di fondo è ritornato anche il Papa, guardando avanti e cercando di guardare in profondità, come deve essere nello spirito del Giubileo: “Stato pluralista, ha detto, non significa stato agnostico”. Perché sia veramente promossa la dignità della persona umana e dunque in concreto tutti possano crescere, “si propone come essenziale il riconoscimento da parte delle autorità pubbliche di quei valori umani di fondo su cui poggiano le basi stesse della società”.” “Questo tema, solo apparenterete teorico, passa attraverso le molteplici questioni che il Papa continua a porre dinanzi all’Italia: la famiglia e la vita, la scuola, il lavoro. E passa comunque attraverso una coerente testimonianza da parte della Chiesa stessa di Cristo redentore. Ci sono spazi ampi di innovazione e di intervento in cui “i pubblici poteri hanno il dovere di aiutare con ogni mezzo la persona ad esprimere le sue potenzialità creative”: la Chiesa infatti, quando chiede un giusto posto per la famiglia fondata sul matrimonio, quando chiede un sistema educativo in cui sia riconosciuto il ruolo pubblico degli istituti di istruzione non statali, con i relativi provvedimenti economici, non difende interessi di parte, ma opera concretamente per lo sviluppo complessivo del Paese.” “Uno dei frutti di questa visita può essere allora una migliore messa a fuoco del Giubileo. Di esso si parla soprattutto a proposito di lavori, di flussi di pellegrini, di grandi eventi. Invece è una sollecitazione forte a fare i conti con questi interrogativi sull’identità e sul futuro sviluppo della nostra società: sono domande che devono trovare risposte persuasive e lungimiranti. Come già si vede nel Sinodo che è in corso, si tratta di rilanciare la libertà e la speranza, fondandole su basi non effimere. C’è un dinamismo spirituale da rilanciare, ci sono delle scelte culturali da ribadire con semplicità e con chiarezza, ci sono delle concrete risposte da dare sui molteplici fronti del cambiamento. E’ un programma per il duemila ormai iniziato. Che vale tanto per lo Stato quanto per la Chiesa. Ognuno è chiamato a fare fino in fondo la sua parte.” “