“Il terremoto, dopo aver distrutto e ferito le case, sta ora pericolosamente riducendo la fiducia e la speranza delle pur forti popolazioni del nostre territorio”: è il grido d’allarme lanciato dall’assemblea della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, che si è riunita nei giorni scorsi presso la “Pro Civitate Christiana”. Nel documento diffuso stamane si sottolinea infatti che ci sono ancora centinaia di persone, anziani, malati, disabili, famiglie numerose e con bambini, che sono costrette a vivere nei container. “Purtroppo – dice il testo – c’è davanti un altro inverno da affrontare!”. L’allarme della diocesi riguarda soprattutto la zona di Nocera Umbra e Gualdo Tadino, la più colpita dal terremoto e la più esposta ai rigori invernali. La ricostruzione è in corso ma permangono – sottolinea il documento diocesano – “problemi gravissimi, con il rischio che le città e le numerose frazioni circostanti siano destinate a una ancora lunga e indefinibile sofferenza”. Per mostrare in concreto che gli abitanti delle due località non sono abbandonati al loro destino, la diocesi ha così deciso di intensificare la solidarietà, promuovendo un convegno specifico per la cui organizzazione è stato dato mandato alla Caritas diocesana. “Questi centri minori della Regione – dice ancora il documento – preziosi per l’economia nazionale, eredi di un ricco patrimonio storico e culturale, possessori di non comuni valori spirituali e morali, meritano di essere adeguatamente sostenuti”. L’auspicio è che le pubbliche autorità si attivino perche la legge varata per gli interventi del dopo-terremoto (n. 61, del 31 marzo ’98) non rimanga sulla carta, ma si traduca quanto prima in fatti concreti, a partire da un adeguato risarcimento dei danni e dalla doverosa ed equa distribuzione delle risorse disponibili.