“Il Concilio Vaticano II non ha sbagliato. Ha toccato ciò che risuona ancora oggi nei nostri cuori” quando nella dichiarazione ‘Nostra Aetate’ (1965) ha parlato della “collaborazione tra le religioni”. Insieme cristiani, ebrei, musulmani e buddisti per combattere nel mondo “la corruzione, la povertà, la mancanza di solidarietà, l’intolleranza religiosa e il fondamentalismo”, per portare “giustizia e pace” e “fare di questo mondo un posto migliore”. Così il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha presentato questa mattina ai giornalisti l’Assemblea interreligiosa che sul tema “Alle soglie del III millennio: collaborazione fra le religioni” si è aperta oggi in Vaticano. All’incontro che si concluderà giovedì 28 ottobre in piazza San Pietro con una cerimonia conclusiva presieduta da Giovanni Paolo II, stanno partecipando oltre 200 persone provenienti da tutto il mondo (dall’Arabia Saudita alla Thailandia), in rappresentanza di 20 religioni: cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, sikh, zoroastriani, induisti, ecc. Oltre ai momenti in sala, l’Assemblea proseguirà questo pomeriggio e domani anche in circoli minori ciascuno dei quali è presieduto da rappresentanti di diverse religioni. Poi mercoledì 27, i partecipanti si trasferiranno ad Assisi dove, in ricordo dell’incontro del 1986, saranno accolti dalla comunità francescana. Giovedì è prevista la cerimonia conclusiva, preceduta da un momento di preghiera che ciascuno farà seguendo la propria tradizione religiosa. “Il compito è urgente. Dobbiamo lavorare insieme contro i mali che minacciano il benessere dei nostri popoli – ha detto questa mattina Theresa Ee-Chooi in apertura di Assemblea -. Possiamo cambiare il mondo. Insieme e soltanto insieme, possiamo farlo”.