Approvare immediatamente il disegno di legge sulla fecondazione artificiale contro il “far West della provetta”, da quasi cinque mesi fermo a Palazzo Madama. Ad avanzare questa richiesta ai senatori “di qualsiasi partito perché sostengano il valore della vita del feto umano e il suo diritto di appartenere ad una famiglia” è il Comitato regionale lombardo delle associazioni familiari (Claf), che riunisce 17 realtà della regione e aderisce al Forum nazionale delle associazioni familiari. Occasione per chiedere l’approvazione del disegno di legge svoltosi ieri a Milano dal titolo “Subito la legge: prima di tutto il bambino”, organizzato dallo stesso Claf.” “”In Italia – spiega Erika Vitale, segretario generale del Comitato – in assenza di interventi da parte del Parlamento sulla fecondazione artificiale, ciò che non è proibito è lecito”. “Il 26 maggio 1999 – continua la Vitale – la Camera dei Deputati ha approvato una legge che, a nostro giudizio, compie alcuni passi avanti, cercando di proteggere il diritto alla vita”. Tuttavia il limite della legge approvata dalla Camera, secondo il Claf, riguarda l’autorizzazione al “ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale anche alle coppie non sposate” che rappresenta, afferma Vitale, “un punto lesivo del diritto alla famiglia che occorre cambiare”.” “L’appello del Comitato è rivolto anche a medici, scienziati e giornalisti e in particolare alle donne, “perché non consentano che qualcuno si attribuisca arbitrariamente la loro rappresentanza per negare quella sensibilità per l’accoglienza e per la difesa dei più deboli, che costituisce un aspetto esaltante della femminilità”. Al pari della Lombardia, i Comitati regionali delle associazioni familiari in tutta Italia stanno promuovendo incontri analoghi per sollecitare l’approvazione della legge sulla fecondazione assistita.” “