“Vorrei esprimere un particolare ringraziamento al Papa per aver promosso questa iniziativa ed invitato qui a Roma i delegati di varie religioni per discutere sulle questioni che più ci chiamano in causa”. Lo ha detto Kamel Al-Sharif, segretario generale del Consiglio islamico internazionale, a margine dell’Assemblea interreligiosa che, sullo “spirito di Assisi”, sta riunendo in questi giorni in Vaticano oltre 200 persone di circa 20 religioni diverse. “Il mondo – ha detto l’esponente musulmano – vive su un pericoloso arsenale di armi che possono esplodere da un momento all’altro. Solo le religioni possono salvare l’uomo dalla catastrofe”. I diversi credo hanno infatti “molti punti in comune: l’amore per la fede e l’amore per la giustizia. E’ – ha proseguito Al-Sharif – un’eredità comune che le religioni devono promuovere insieme. Esse possono svolgere un ruolo molto importante nel mondo attuale perché vivono nel più profondo dello spirito dell’uomo”. “Il cammino – ha concluso Al-Sharif – è lungo e pieno di ostacoli. Ma bisogna continuare perché non c’è altra via per l’umanità se non quella della pace”. “Costruire un posto migliore in cui vivere”. E’ l’obiettivo a cui ha lavorato uno dei 10 gruppi di studio, guidato dalla cattolica Judith Mbula Bahemuka, docente di sociologia all’università di Nairobi (Kenya) che ha sottolineato, la necessità di “conoscere l’identità dell’altro per apprezzarlo nella sua ricchezza”, abituarsi all’ascolto reciproco, stimolare i media a “educare i giovani ai valori positivi” e “collaborare in caso di conflitto e specialmente laddove i popoli sono vittime di guerra”. “E’ vero – ha concluso Mbula Bahemuka – che abbiamo fatto degli errori. Per questo è necessario riconoscerli e chiedere perdono per continuare il dialogo nella chiarezza”.