Diventano “sempre più anacronistiche e difficilmente sostenibili le resistenze e le preclusioni nei confronti della parità scolastica”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi l’Assemblea nazionale sulla scuola cattolica, in svolgimento a Roma (fino al 30 ottobre) sul tema “Per un progetto di scuola alle soglie dl XXI secolo”. Anche la recente proposta di legge approvata dal Senato, ha proseguito il cardinale, nonostante “qualche significativa affermazione di principio” e fatta eccezione per le scuole dell’infanzia, rappresenta “un netto arretramento” rispetto a precedenti iniziative governative. Resta irrisolto, soprattutto, il nodo economico, “indispensabile per una parità concreta ed effettiva” e per effettuare “il passaggio da una scuola sostanzialmente dello Stato ad una scuola della società civile, con un irrinunciabile ruolo dello Stato, ma nella linea della sussidiarietà”. Per il presidente della Cei, “quella della scuola libera e della parità scolastica non è soltanto una rivendicazione particolare e ‘confessionale’ dei cattolici, ma è piuttosto una questione di libertà civile e di pubblico interesse”. Di qui la necessità di “promuovere un ampio movimento di cultura e di opinione, che faccia maturare anche in Italia quei convincimenti e quelle scelte che sono da tempo presenti e operanti in grandissima parte dell’Europa”. Il progetto di riordino dei cicli scolastici, invece, secondo Ruini presenta il “rischio che il sistema di istruzione e formazione sia concepito pressoché esclusivamente in funzione degli sbocchi professionali e delle esigenze del sistema produttivo, per la competitività dell’Italia nel conteso europeo ed internazionale, caratterizzato dalla competizione globale dei mercati”. Sostanzialmente positivo, infine, il giudizio del cardinale sull’autonomia scolastica, a patto però che il “piano dell’offerta formativa” garantisca “l’offerta di una cultura di respiro nazionale, resistendo alle possibili derive particolaristiche e localistiche”. (segue) ” ” ” “” “