SCUOLA CATTOLICA: AL PRIMO POSTO “L’ATTENZIONE ALLA PERSONA”

La scuola cattolica viene percepita “come un’opportunità formativa che arricchisce il complesso dell’offerta di istruzione e di educazione nel nostro Paese e quindi aumenta le possibilità di realizzazione dei giovani e quelle che gli adulti cercano a sostegno e integrazione delle loro responsabilità di padri e madri”. E’ quanto risulta da un sondaggio effettuato dal Centro studi per la scuola cattolica (Cssc), che ha coinvolto 656 studenti e 309 genitori. La ricerca è stata presentata da Guglielmo Malizia, direttore del Cssc, nel corso dell’Assemblea nazionale sulla scuola cattolica, in svolgimento a Roma (fino al 30 ottobre) sul tema “Per un progetto di scuola alle soglie del XXI secolo”. Tra i compiti che dovrebbero caratterizzare la scuola cattolica, “il 70,2% dei genitori e il 61,3% degli studenti collocano al primo posto la formazione della persona in tutte le sue dimensioni”. Gli intervistati, inoltre, ritengono che la scuola cattolica “può offrire un progetto unitario di formazione rispetto ad un modello tradizionale di amministrazione e organizzazione scolastica che spesso si presenta come ‘disintegrato'”. Per genitori e studenti, quindi, questa scuola “dovrebbe essere ‘individualizzata’”, cioè riferita alla cura di ogni singolo studente, e nello stesso tempo “ambiente comunitario che educa”. I genitori, infine, “esprimono un netto dissenso verso qualsiasi legge sulla parità che non riconosca loro due diritti costituzionali: quello di essere pari giuridicamente ed economicamente a tutti gli altri genitori di qualsiasi altra scuola e quello di poter disporre di una scuola diversa da quella di Stato, proprio per poter gestire il loro diritto-dovere di scelta educativa”. Secondo Ignace Verhack, docente all’Università di Lovanio (Belgio), “è a livello di base che la ‘rete’ di istituzioni scolastiche, di centri di formazione, di movimenti, di Chiese, di associazioni religiose e filosofiche può dare un contributo insostituibile al lavoro di costruzione di un’Europa ancora in fase di gestazione”. ” “” “