A dieci anni dal documento della Conferenza episcopale italiana “Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno” e alla vigilia della 43ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Napoli, 16-20 novembre), sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani”, il card. Michele Giordano, arcivescovo del capoluogo partenopeo, ritiene che “i drammi della questione meridionale sono ancora sostanzialmente irrisolti”. L’amara constatazione di Giordano si trova in una “Lettera alla città di Napoli”, resa pubblica questa mattina, che ha per titolo “Oltre il 2000, costruendo la speranza”. In essa, Giordano affronta quelli che definisce, fin dalle prime battute “gli eterni, angosciosi problemi del Mezzogiorno”: disoccupazione, ritardo nello sviluppo, “soffocante presenza della criminalità organizzata”. Lo sforzo per raggiungere l’obiettivo dello “ingresso nella moneta unica europea” non ha trovato – ad avviso del cardinale – un analogo impegno per vincere l’altra battaglia: quella per lo sviluppo del Sud del Paese. Serve quindi, a suo avviso, “restituire un’anima alla politica”; dare fiducia a città e regioni del Sud “che dispongono oggi di una rinnovata capacità progettuale”; migliorare la “vivibilità” di centri e aree meridionali “più o meno colpevolmente dimenticate”. Dovere del mondo cattolico in questa situazione – scrive ancora Giordano – è quello di moltiplicare l’impegno a livello politico, sociale, parrocchiale, perché emergano “energie da spendere, a vari livelli, per il bene delle comunità locali e del Paese”.