“I campi profughi sono minacciati dalla fame”: è quanto ha dichiarato mons. Calos Ximenes Belo, amministratore apostolico di Timor Est, in visita nei giorni scorsi al Segretariato internazionale dell'”Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs). “La mancanza di approvvigionamento dei campi profughi – ha spiegato Belo – rischia di farli crollare. Manca l’essenziale: medicine, alimenti, acqua potabile e indumenti. Le organizzazioni caritative hanno fatto molto per noi, ma è necessario continuare: anche se il flusso dei profughi sta diminuendo, i Centri di accoglienza delle parrocchie sono allo stremo e alcuni sono stati chiusi con la forza delle autorità indonesiane”. Il vescovo ha sottolineato che occorre sollecitare ancora nel mondo l’attenzione su Timor Est: “Sono felice di constatare – ha commentato mons. Belo – che in Europa occidentale c’è volontà politica di sostenerci. A mio avviso, l’opposizione nazionalista a Djakarta rappresenta un ostacolo enorme, anche perché in questi mesi ha guadagnato migliaia di seguaci. Aspettiamo il 1° novembre prossimo, quando il Parlamento indonesiano deciderà se Timor dovrà avere la sua indipendenza”. All’inizio del mese scorso, si legge in una nota, l’Acs ha inviato 60 mila dollari per “aiuti di emergenza” nelle diocesi di Kupang e Atambua a Timor Est, dove sono giunti migliaia di profughi; l’Acs, inoltre, si è impegnata “a sostenere, non appena la situazione lo consentirà, le prime ricostruzioni di chiese e centri parrocchiali, che sono stati quasi completamente distrutte”. ” “” “