MONS. VECCHI (BOLOGNA): “IL NIENTE NON È CULTURA”

“L’istituto ‘Veritatis Splendor’ della Chiesa di Bologna è sorto per ridare consistenza alla cultura italiana, senza vergognarci delle sue radici cristiane di fronte alle sfide del 2000. Il cristianesimo è un valore universale che fa leva sulla verità e la solidarietà, che nasce dall’amore. In campo culturale-politico c’è in giro una superficialità che fa spavento, perché non si fa più analisi e quindi sintesi fra passato presente, futuro. Siamo schiacciati nel presente perdendoci nelle banalità, che formano la cultura dell’effimero. E’ ora di smettere di chiamare cultura qualsiasi fenomeno che si esprime, anche se non esprime niente perché cultura vuol dire coltivare l’uomo verso il bene, il bello e il giusto”.” “Lo ha sostenuto mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, presentando nel capoluogo emiliano le attività dell’istituto “Veritatis Splendor” (di cui è presidente), frutto del Congresso eucaristico di Bologna, sorto nell’ambito del Giubileo e in sinergia con il Progetto culturale della Cei, con due scopi: la formazione culturale cattolica dei laici impegnati in tutti i settori; fare ricerca scientifica con il contributo di 80 docenti delle università italiane.” “”La finalità dell’istituto – ha concluso Vecchi è quella di consentire al popolo cristiano di riacquistare la sua capacità teologica, pensando alla luce della fede tutte le cose”.” “”Bologna capitale europea del 2000 – ha precisato il sindaco Giorgio Guazzaloca – è aperta a tutti, compresi gli immigrati, senza perdere la sua identità, la memoria che si radica nella sua università, nella sua cultura cristiana”.” “” “