“Come vescovo di uno dei Paesi più ricchi d’Europa e uno dei porti commerciali più grandi del mondo, propongo a questo Sinodo di lanciare un appello incisivo per una riduzione sostanziale nel primo mondo del consumo, del comfort, dell’uso egoistico dei beni della terra. Occorre urgentemente sottolineare la virtù della temperanza e della sobrietà”. E’ il richiamo espresso con forza questa mattina, durante la sesta congregazione sinodale, dal vescovo di Rotterdam, Adrianus Herman Van Luyn. Nel pieno dei lavori del Sinodo per l’Europa, che oggi ha registrato il settantaseiesimo intervento, il vescovo di Rotterdam ha sottolineato l’urgenza di un esame di coscienza da parte delle Chiese più ricche. “Quest’anno – ha spiegato – ho compiuto due viaggi: a Timor Est e nell’ex Unione sovietica. Sono stato colpito dall’abisso esistente fra il benessere materiale dell’Europa occidentale e la miseria di tanta gente nell’Est e nel Sud del mondo. La frattura tra paesi ricchi e paesi poveri si sta sempre più estendendo e approfondendo”. La logica consumistica, ha proseguito il vescovo, “quando invade tutta la vita dell’individuo la soffoca nel suo sviluppo pienamente umano”.” “Il vescovo di Rotterdam ha poi indicato due impegni per mettere in pratica la virtù della temperanza. Il primo: “Le Chiese locali e le Conferenze episcopali devono dare un contributo critico e qualificato al dibattito pubblico, denunciando le strutture economiche che producono sperequazioni e invitando sia i responsabili che le popolazioni a fare sacrifici in nome della solidarietà con gli esclusi”. Il secondo impegno riguarda tutti i livelli della Chiesa che il presule richiama a “fare regolarmente uno ‘scrutinium sobrietatis'”. “Non possiamo essere credibili – ha osservato – se noi stessi non ci impegniamo continuamente in un esame di coscienza sincero circa abitazione, mezzi, tavola, tempo libero, vacanze ecc.. La temperanza non è solo una condizione per la solidarietà, ma può e deve diventare un contributo credibile alla nuova evangelizzazione”.” “