“Capaci di ascoltare, pronti a parlare. La Chiesa in Italia di fronte alla nuova cultura dei media”. Questo il tema del convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori della comunicazione sociale, promosso dalla Cei, che si apre oggi a Pescara. Padre Gabriel Nissim, già responsabile della rubrica religiosa “Le Jour du Seigneur” alla televisione francese ed ora delegato dell’Unda (Unione internazionale dell’audiovisivo) per le comunicazioni presso il Consiglio d’Europa, rileva che “la comunicazione si riduce spesso ad essere un mezzo al servizio degli interessi particolari di persone, di gruppi sociali, di istituzioni, di Paesi (come si è visto chiaramente nei recenti conflitti). L’obiettivo è ‘vendere’. Si rischia così di perdere il senso della comunicazione quale valore in sé, quale corrispondente a un bisogno fondamentale di ogni essere umano, di ogni società: il bisogno di far comunità, di vivere insieme. I media oggi non sono più, o non sono più innanzitutto, ‘mezzi di comunicazione sociale’ come li vede giustamente la Chiesa. Di fronte a questa situazione, a questi svolgimenti, sull’orizzonte Europeo e nel campo dei media, come esercitare la nostra missione a servizio del Vangelo?” La risposta a questo interrogativo, secondo Nissim, è articolata ma si riassume in queste parole: “E’ urgente riaprire le vie della comunicazione interpersonale tra cittadini, tra persone, tra gruppi, tra culture, popoli, nazioni. Il pubblico brama una comunicazione di qualità”.