PORTO MARGHERA: “SCIOPERO DELLA FAME” DI SEI MARITTIMI

“Non riprenderemo a mangiare finché la nostra situazione non verrà affrontata dalle autorità competenti italiane e rumene in modo serio e urgente”. Motivano così il loro sciopero della fame, sei degli otto marittimi della nave mercantile “Frunzanesti”, di una compagnia rumena, ormeggiata da 14 mesi nel porto di Marghera-Venezia e posta sotto sequestro cautelativo dal Tribunale del lavoro perché il personale lavorava da 13 mesi senza salario. Domani è prevista una conferenza stampa che si svolgerà, alle ore 12, a bordo della stessa nave. “Il 13 settembre dello scorso anno – spiegano i marittimi in un appello rivolto al sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, al presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, agli organi di informazione e alla società civile – accettammo di dare il cambio all’equipaggio precedente sulla base di un contratto di imbarco di 6 mesi e di una formale promessa che nell’arco di breve tempo la compagnia armatrice avrebbe risolto i problemi con il Tribunale e noi saremmo potuti ritornare in Romania a bordo della nave. Ci fu anche dato in anticipo un mese di salario. E fu anche l’ultimo. Finora siamo sopravvissuti grazie alla solidarietà della gente ma non possiamo più vivere come degli accattoni mentre continuiamo a lavorare regolarmente!”. I sei marittimi chiedono “che la Romania, proprietaria della compagnia navale a cui appartiene la nave, paghi immediatamente e senza ricatti i nostri stipendi, permettendoci di rientrare in famiglia; che l’Italia e l’Unione Europea vincolino la Romania al rispetto dei diritti umani dei lavoratori; che il tribunale di Venezia metta all’asta la nave e saldi i debiti del fallimento”. “Non è la prima volta che i marittimi vengono lasciati a bordo in porto straniero senza mezzi di sussistenza”, osserva padre Mario Cisotto, cappellano dei marittimi: “Spesso sono aiutati dalle organizzazioni religiose e dai sindacati, ma non basta. Oggi in Italia sono una quindicina le navi nella stessa situazione della Frunzanesti”.