CARD. RUINI: “NO” ALLA “SINDROME DI SUBALTERNITÀ” DEI CATTOLICI

Un invito a “non rimanere prigionieri di quella ‘sindrome di subalternità’ o di semplice gioco di difesa e reazione, che spesso ha caratterizzato la presenza culturale dei cattolici in Italia”. Questo il messaggio lanciato dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, nell’introduzione ai lavori della 43ª Settimana sociale dei cattolici italiani, che si apre oggi a Napoli (fino al 16 novembre) sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. Il progetto culturale sollecitato dalla Chiesa italiana non è certo finalizzato, ha precisato il card. Ruini, a “coltivare ambizioni di egemonia”, ma a “dare più pienamente al Paese quel contributo che ci è spesso richiesto anche da chi parte da un’ispirazione diversa”. Oltre che ad uscire dalla “sindrome di subalternità”; quindi, il progetto culturale “potrebbe essere di aiuto per superare, a un livello non superficiale, ma seriamente e nel rispetto delle convinzioni di ciascuno, quegli ‘steccati’ di non comunicabilità che in Italia in parte ancora dividono cattolici e ‘laici'”. La Settimana sociale, ha spiegato il presidente della Cei, parte proprio dalla “coscienza che i cattolici italiani hanno qualche cosa di valido e di originale da proporre alla società civile in una prospettiva che non può essere rinchiusa – come alcuni vorrebbero – nella dimensione puramente confessionale, o di parte”. La recente assemblea sulla scuola cattolica, per il cardinale, “ne è una notevole testimonianza”. Ecco perché, ha proseguito il presidente della Cei, “è giunto il momento di rimettere al centro del dibattito sulla società civile le grandi questioni della convivenza umana, nei diversi ambiti, con la certezza che questa impostazione non può che giovare ad una maggiore responsabilizzazione di tutti e a un funzionamento più significativo e partecipato delle istituzioni politiche come delle organizzazioni sociali ed economiche”. (segue). ” “” “