GIOVANNI PAOLO II SUI NUOVI COMPITI DELL’UNIVERSITÀ

“Le università ecclesiastiche sono chiamate a diventare protagoniste” del rinnovato interesse della ricerca verso “l’uomo nel suo legame con l’essere e con la domanda su Dio”. Così ha detto questa mattina Giovanni Paolo II inaugurando a Roma presso la Pontificia Università Lateranense l’anno accademico 1999-2000, dopo aver benedetto la sede dell’ateneo rinnovata dalla ristrutturazione recentemente conclusasi. Questa sfida è “compito proprio”, secondo il Papa, dell’Università Lateranense, nella quale “la Facoltà di teologia” deve “penetrare sempre più profondamente nel mistero di Dio”, quella di filosofia deve ordinare la riflessione e la ricerca “al dialogo fecondo con la fede” e l’Istituto di diritto civile e diritto canonico è “chiamato a rimotivare i principi dell’ordinamento giuridico”. “Come l’universitas medioevale partecipò alla formazione dell’identità europea – ha proseguito Giovanni Paolo II – in maniera analoga l’università del terzo millennio è chiamata a far crescere la nuova coscienza di appartenenza all’intera famiglia umana di uomini e popoli” che si deve fondare in Cristo. Il Papa ha ricordato anche le “riforme statutarie recentemente approvate” dalla Congregazione per l’educazione cattolica alle quali si debbono l’introduzione nell’ateneo della figura del pro-rettore, l’istituzione della Conferenza dei decani e presidi e una più accurata organizzazione della ricerca interdisciplinare, e ha sottolineato l’importanza del legame inscindibile tra l’ università e la “Verità che viene dall’alto, garantita dal Magistero autentico della Chiesa”.