“La società civile potrebbe divenire il modello per il rinnovamento di tutta la comunità politica, alla quale offre ogni giorno il suo crescente patrimonio di risorse e di energia. L’albero della politica non deve essere sradicato, ma deve essere potato per produrre frutti migliori”. E’ quanto afferma oggi mons. Pietro Meloni, arcivescovo di Nuoro e presidente del Comitato scientifico organizzatore della Settimana sociale dei cattolici italiani che si è aperta oggi a Napoli sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. “Oggi a Napoli siamo chiamati a vivere un grande avvenimento ecclesiale – afferma – che forse diverrà un fruttuoso e storico avvenimento civile. E contribuirà ad abbattere il muro di separazione e diffidenza tra i cittadini e lo Stato”. Ed è questa, secondo mons. Meloni, la “speranza” della Settimana sociale, con la scelta di Napoli come “emblema” del Mezzogiorno d’Italia, “per proporre all’intera nazione un progetto di rinnovamento che nasca dalla partecipazione di tutti”. Un progetto, precisa, “che ha l’intento di vivificare anche l’azione politica, aprendo ai credenti la via del dialogo con gli uomini di buona volontà, affinché la nuova stagione del ‘pluralismo’ non abbia il sapore amaro della ‘diaspora’ ma il gusto dell”unità’ sui grandi valori della persona e della comunità”. Mons. Meloni ribadisce la convinzione che la società civile “sia la vera risorsa strategica dello sviluppo, perché attinge la sua linfa alle sorgenti vive e vivificanti della comunità”. Il nostro Paese, secondo l’arcivescovo di Nuoro, può essere definito “un ‘alveare’ di geniale e vivace laboriosità, se si guarda a tutte le attività spontanee suscitate nelle persone e nei gruppi dall’impegno della solidarietà e dal desiderio di fondare su valori moralmente elevati una nuova convivenza civile”.