SETTIMANA SOCIALE: ZANINELLI, FINITA LA TRANSIZIONE, È L’ORA DELLE RIFORME

“La gente – la nostra gente e noi stessi – è ‘tornata a lavorare’. Chi oggi abita e costruisce la società è magari disilluso, ma è anche più realista e meno disposto a cedere a ottimismi ingenui e più desideroso di coinvolgersi in un processo di rinnovamento”. Lo afferma Sergio Zaninelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenendo oggi a Napoli alla cerimonia d’apertura della Settimana sociale dei cattolici italiani. Zaninelli mette in evidenza la fine della fase storica “di transizione” (“periodo di confuso e talvolta traumatico entusiasmo, nel quale la forza evocativa dei miti aveva sostituito il fascino delle ideologie”) e la conseguente volontà, da parte dei cattolici, di “tracciare le linee per una presenza sociale e politica operativa che costituisca una società diversa e migliore e contribuisca anche a mettere in campo gli elementi per una diversa e migliore realtà dello Stato”. Una presenza definita da Zaninelli “gradualista e riformatrice”. La nuova società civile, secondo il rettore della Cattolica, non può più fare riferimento “a soggetti forti in grado di rappresentare con chiarezza un orientamento e una prassi socio-politici che riconosciamo come nostri” e “non deve correre il rischio di riproporre lo schema fuorviante di una contrapposizione tra una società civile avanzata, senza peccato originale, e uno Stato onnivoro e estraneo”. Piuttosto il contributo ad un cultura politica deve avere “basi proprie” e fondarsi “su una conoscenza scientifica delle più centrali tematiche del nostro tempo”, per “non essere emarginata o sopportata” e per porsi “come interlocutore nel merito dei problemi”. “Il mondo cattolico – afferma Zaninelli – ha la matura consapevolezza di non rappresentare ‘una parte’ della cultura del Paese, bensì di essere capace di interpretare l’interesse generale”.