Una “concertazione” fra Stato e società civile per trovare, sulle grandi questioni del bene comune, una “negoziazione legislativa” secondo il principio della “sussidiarietà”. E’ quanto ha proposto il presidente dell’Unione giuristi cattolici, Giuseppe Dalla Torre, intervenendo alla 43ª Settimana sociale in corso a Napoli. “Storicamente nello Stato moderno – ha detto Dalla Torre – il diritto, divenuto strumento della politica, si è ridotto a mezzo di imposizione autoritaria di un’etica. Quella che di volta in volta è postulata dalle culture che ispirano l’azione politica”. In questa maniera “il diritto, da strumento di giustizia, tende ad avere una mera funzione di controllo sociale”. Contro questa impostazione, la Costituzione, portando al centro “l’ordinamento sulla persona umana” e piegando lo Stato “ad una funzione servente” a questo principio, ha restituito “spazi e funzioni alla società civile”. Ciononostante, la sua attuazione ha incontrato nel nostro Paese, in questo campo, una serie di resistenze, che hanno “procrastinato nel tempo una sorta di ‘colonizzazione’ della società civile da parte dello Stato”. Imponendo “il dominio di culture eterogenee a quella sottesa al testo costituzionale”. Da parte sua il mondo cattolico, “attraverso la sostanziosa partecipazione alla legittimazione delle nuove istituzioni democratiche”, si è assunto la piena “responsabilità del loro consolidamento” nelle “difficili contingenze di politica estera ed interna”. In un contesto in cui l’ordine giuridico “risulta ‘scollato’ dalla società”, il processo di “frammentazione etica della società in molti campi sensibili ai valori, come quelli della bioetica” rende difficile “il compito del legislatore”: con l’effetto che diventa “lecito tutto quanto non è espressamente proibito”. Contro questa degenerazione, la “società civile deve tornare ad essere luogo di produzione del diritto”, concertando “fra Stato e gruppi sociali” la definizione “legislativa di problemi di interesse di questi ultimi”. (segue)” “” “” “