SETTIMANA SOCIALE: DONATI, IL FUTURO DELLA POLITICA È UNA “DEMOCRAZIA CIVILE”

“La prospettiva del prossimo secolo è quella di una società civile che deve riappropriarsi dell’esercizio in prima persona delle scelte morali ed esprimere le indicazioni politiche di volta in volta e su soggetti politici che possono cambiare nel tempo”. Lo ha detto Pierpaolo Donati, docente di sociologia all’Università di Bologna, intervenendo oggi alla 43ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in svolgimento a Napoli sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. Secondo Donati, quella del futuro sarà una “democrazia civile, anziché una democrazia meramente e immediatamente politica”; i cattolici, in particolare, “non potranno più conferire una delega morale ai partiti politici come tali”, visto che “è finita l’epoca della ‘grande politica’, che pensava di poter controllare e dirigere tutto”. Nel rapporto tra Stato e società civile, ha osservato il relatore, occorre passare oggi “da una visione statalistica ad una ‘visione societaria’, in cui vigono i principi della differenziazione sociale, della peculiare costituzione di ogni sfera e del raccordo fra le varie sfere in base a criteri di sussidiarietà reciproca”. La società del XXI secolo, secondo Donati, potrà diventare più “umana” se si avrà cura di “promuovere l’arte dell’associazionismo, in particolare la valorizzazione del privato sociale e di più solide comunità personali e locali, con un nuovo spirito laico”: l’Italia “è ancora molto lontana da questo progetto”. Puntare nuovamente sulla società civile, ha concluso Donati, “significa ridefinire la ‘cattolicità’ come spirito di vivificazione universale che deve evitare sia gli errori di una secolarizzazione che uccide l’uomo, sia le illusioni di una ‘paganizzazione’ del mondo che porta l’umanità a nuove forme di barbarie”.