Responsabile, motivata, critica”: è la società civile che vuole l’Azione Cattolica italiana. “E l’associazionismo cattolico – spiega Ernesto Preziosi, vicepresidente nazionale – ha diritto di cittadinanza e una specifica soggettività formativa”. Preziosi chiede di investire nella partecipazione “non cadendo nei rischi di esaurire la ricchezza della società in una ricerca di leadership che inevitabilmente finirebbe per mortificare le dinamiche partecipative”. Per l’Ac il ruolo dell’associazionismo ecclesiale “non è affatto superato ma risulta strategico per far crescere le motivazioni di una partecipazione che salvi, in un nuovo patto, la fiducia dei cittadini nei confronti delle pubbliche istituzioni e favorisca un’armonica composizione tra società civile e società politica”. ” “Per Luciano Corradini, presidente dell’Uciim (Unione cattolica insegnanti medi), un luogo in cui si realizza questa nuova collaborazione può essere la scuola ma perché questo avvenga “bisogna liberare la scuola dalla depressione e dalla perdita di consapevolezza dei suoi fini e della ricchezza dei suoi mezzi”. La scuola, per Corradini, deve essere liberata anche “da un certo tipo di statalismo, per sentirsi parte di una società civile che istituisce una ‘statalità’ dal volto umano, a tutti i livelli. Meno Stato burocrate, più Stato partecipato e condiviso”. ” “