Un “nuovo welfare”, in cui “ai soggetti della società civile spetti il controllo dell’efficacia degli interventi per la spesa sociale e allo Stato il controllo della qualità, efficienza e trasparenza”. Questa la proposta fatta dall’economista Stefano Zamagni, nel corso della 43ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in svolgimento a Napoli sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. Per il relatore, lo Stato deve configurarsi sempre più come “associazione civile”, visto che il suo ruolo “è quello di creare le condizioni perché le persone, associandosi, possano liberamente gestirsi”. Nel rapporto tra società civile e politica, secondo Zamagni, “alla politica resta un suo proprio spazio da coprire, che è quello della sintesi delle posizioni espresse dai vari soggetti della società civile”. Sintesi, questa, che a parere dell’economista “è cosa assolutamente diversa dalla negoziazione, di tipo contrattuale o meno, delle varie posizioni in gioco”. In questo contesto, la sfida che i cattolici devono raccogliere, ha concluso il relatore, è quella di “evitare, da un lato, di cadere nella tentazione di porsi al di sopra della realtà e dall’altro di collocarsi al di sotto della realtà con la rassegnazione”.