ECSTASY: MONS. SIGALINI, “LE COMUNITÀ CRISTIANE NON POSSONO STARE A GUARDARE”

La morte di un giovane di 18 anni all’uscita di una discoteca (in provincia di Brescia) per aver ingerito una pasticca di ecstasy, secondo mons. Domenico Sigalini, responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei, “deve scuotere la coscienza della comunità cristiana, dei consigli pastorali, degli uffici di pastorale giovanile, degli animatori oltre che delle autorità civili”. “Non possiamo stare a guardare dicendo che noi facciamo di tutto con il nostro lavoro pastorale, con le nostre associazioni, con i nostri gruppi, con i nostri oratori – afferma mons. Sigalini -. Io credo che questi tempi chiedano uno sforzo ulteriore: apriamo la nostra vita pastorale ai milioni di giovani che in tutta Italia fanno della notte un tempo e uno spazio di relazioni privilegiato, di vita vissuta spesso nello sballo, ma anche nella ricerca di dare alla propria esistenza senso e felicità”. Mons. Sigalini invita dunque ad aprire “le chiese per poter far incontrare Dio nella preghiera e nel raccoglimento”, i conventi “perché i giovani possano incrociare le claustrali che pregano”, le associazioni perché possano dare “ai giovani opportunità di servizio e di volontariato per i giovani ancor più disperati”, gli oratori “per offrire qualche intelligente alternativa”, e a formare “comunità di adulti laici che diventino soggetto di proposte culturali”. (segue)