MONS. ANTONELLI: FALLANI, UN GIORNALISTA CHE NON HA MAI “MERCANTEGGIATO” LA NOTIZIA

“Giovanni Fallani è stato un uomo che non ha mai ‘mercanteggiato’ la parola, non ha mai inteso la notizia come una ‘merce da vendere'”. Lo ha detto mons. Ennio Antonelli, segretario generale della Cei, nell’omelia pronunciata oggi ai funerali di Giovanni Fallani, già direttore del Sir, morto domenica scorsa, a Roma, all’età di 78 anni. Parafrasando il testo di una delle letture, Antonelli ha aggiunto che Fallani è stato una vera “lettera di Cristo”, un uomo la cui fede “era anzitutto testimonianza personale, sincera, onesta e leale”. “Giovanni – ha ricordato mons. Giuseppe Cacciami, presidente del Sir – aveva il pudore della parola e temeva sempre che in ogni discorso ci fosse la retorica in agguato. Hanno scritto e scriveranno che Giovanni era un maestro della comunicazione: lo è stato certamente anche per le sue notevoli attitudini professionali, ma la radice profonda della sua grande capacità di comunicare sta in quella grande esperienza di fede che è stata l’Azione cattolica popolare, in cui Giovanni ha vissuto da giovane e ha maturato”. Una stagione, quella, ricorda mons. Cacciami, “in cui si comunicava con passione, entusiasmo, slancio, il modo di vivere la nostra appartenenza a Cristo nella Chiesa, comunicandola ai fratelli”. Da questa matrice, per Cacciami, è nata anche la “partecipazione creativa” di Fallani alla fondazione della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e del Sir. Ma Giovanni Fallani, ha aggiunto il presidente del Sir, è stato anche “un vero umanista, di un umanesimo profondo, coltissimo. Cercava con accanimento nella letteratura, certo cattolica, ma soprattutto laica, degli ultimi due secoli, con passione e sensibilità inimitabili, frammenti di verità, aneliti di infinito, domanda di senso, ricerca di Dio, di cui arricchiva i suoi scritti semplici, popolari, perché – diceva – ‘tutti devono capire quello che noi cristiani scriviamo’”. “”” “”” “”” “””