Nei giorni scorsi i Beati i costruttori di pace sono scesi in piazza, in alcune città, per raccogliere firme sull’appello per la Cecenia. Nel testo distribuito ai cittadini si denuncia “l’ipocrisia della Comunità degli Stati che, di fatto, copre gli interessi e i giochi di un potere corrotto responsabile del fallimento del processo democratico in Russia e della guerra in Cecenia”. Nell’appello si chiede al Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, di “dare seguito alle dichiarazioni fatte convocando immediatamente il Consiglio di Sicurezza perché si intervenga con urgenza”. Anche il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, viene invitato “a prendere posizione con chiarezza perché venga fermata l’azione di guerra in Cecenia”. “Molti si chiedono di quale fatta è il nostro pacifismo – afferma don Albino Bizzotto, dei Beati i costruttori di pace -. Sì, c’è di che vergognarci. Quanto sta avvenendo in Cecenia è orribile. E il ritardo con cui ci stiamo mobilitando è imperdonabile. Non sappiamo quanti errori abbia fatto il governo ceceno. Ma certamente sappiamo che non può essere invocata dal governo russo la sovranità dello Stato per giustificare i carri armati contro una intera popolazione”. La colpa dei ritardi, secondo don Bizzotto, è dovuta anche alla “nostra profonda ignoranza riguardo ai popoli dei Paesi dell’est europep”, anche perchè i media ” fanno servizi sporadici sulla Cecenia, ma soprattutto non danno elementi di conoscenza storico, sociale e politica che permettano un minimo di approfondimento per una equa valutazione”. Don Bizzotto invita dunque la comunità internazionale, a “non continuare con la politica di Pilato, coprendo la corruzione del potere russo, che oltre alla tragedia in Cecenia sta bloccando il processo di democratizzazione della Russia stessa”. Per informazioni: tel/fax 049 8070699, e-mail beati@libero.it.” “” “