“Chi vuole veramente la moschea? A chi dovrà servire? Con quali mezzi realizzarla?”: sono le domande che pone il vescovo di Mazara del Vallo, in Sicilia, mons. Emanuele Catarinicchia, sconcertato per la decisione del Commissario straordinario della città di erigere una moschea affidando l’opera al prof. Paolo Portoghesi che ha già realizzato quella di Roma. “L’aspetto sconcertante della vicenda – dice il vescovo al Sir – è che un commissario straordinario, che da un mese viene una volta la settimana a Mazara, e che domenica prossima cesserà il suo incarico dopo l’attesa elezione del sindaco, abbia preso una simile decisione. A lui competeva l’ordinaria amministrazione e invece si è messo in condizione di disporre del futuro religioso, culturale e sociale della città, che compete solo a noi”. Mons. Catarinicchia aggiunge poi: “Nessuno deve darci o meno certificati di tolleranza religiosa, perché questa città è tollerante da otto secoli. Negli anni più recenti la Chiesa di Mazara, senza alcun proselitismo, si è sempre preoccupata dell’accoglienza dei tunisini aprendo asili, centri di raccolta, uffici per il disbrigo delle pratiche. Abbiamo anche stretto un gemellaggio pastorale con la Chiesa di Tunisi e i tunisini presenti da oltre vent’anni hanno potuto integrarsi bene, loro e i loro figli”. “Stiamo perciò diffidando il commissario – precisa il vescovo – perché non si permetta di andare per questa strada che appartiene solo a noi e alla nostra città. Egli non può decidere per noi per poi scaricare la questione come una ‘patata bollente’ sul nuovo sindaco. Ci sono ben altri problemi da affrontare, tra cui la disoccupazione, la questione giovanile, le scuole e anche i sempre difficili rapporti con la vicina Tunisia dove la guerra del pesce non si è mai assopita”.