MISSIONARIO UCCISO IN ANGOLA: ANCHE IL GOVERNO ITALIANO TACE?

Mentre a Luanda si stanno svolgendo i funerali di Padre Umberto Negrini, il missionario ucciso il 30 ottobre scorso in Angola, fr. Giuseppe Brunelli, economo generale dell’Opera Don Calabria, si meraviglia del fatto “che gli organi di stampa angolani non abbiano dato alcun risalto a questa uccisione”. E chiede al governo italiano di compiere, attraverso l’Ambasciata, “proteste e passi ufficiali nei confronti del governo angolano, perché sia fatta luce sulla morte di padre Umberto, che da 15 anni viveva accanto alla gente prodigandosi incessantemente in azioni pastorali, sociali e di sostegno umano”. “Credo che sia rappresentata proprio da persone come padre Umberto – afferma – la migliore e la più alta cooperazione dell’Italia nel mondo: persone che, al di là ogni riferimento confessionale, vivono, muoiono, sperano e soffrono con le popolazioni locali per difenderne la dignità e promuoverne lo sviluppo”.” “Padre Brunelli racconta i drammatici momenti del funerale: “Tutto il quartiere si è riversato davanti all’ospedale. Già da ieri sera migliaia e migliaia di persone hanno dato vita ad una veglia silenziosa e composta lunga oltre 4 km, per essere vicini a padre Umberto, l’amico e il compagno di strada, con cui hanno condiviso tanti momenti di difficoltà e da cui hanno ricevuto tanto.”. “Spero almeno che la sua morte – conclude -, come quella di tante altre persone uccise ogni giorno in Angola da violenza, fame e malattie, non sia inutile. La offriremmo volentieri se servisse a scuotere le coscienze e a far ripartire le trattative di pace”.” “” “” “