SCUOLA: CAMPOLEONI, UN MILIONE DI CONCORRENTI, UNA RISORSA DA NON DISPERDERE”

“Si dirà che uno stipendio da poco è sempre meglio che nessuno stipendio, che la disoccupazione fa paura e il posto fisso, nello Stato, è un miraggio ancora da inseguire. Eppure il popolo degli aspiranti insegnanti si muove”. Commenta così Alberto Campoleoni, esperto in questioni scolastiche, in una nota che verrà pubblicata sul Sir di domani, quello che è già stato definito il “concorso del secolo”, e che in questi giorni vede la partecipazione di oltre un milione di candidati che avranno a disposizione circa 35 mila “cattedre”. Secondo Campoleoni, però, ci sono anche altre ragioni per questo “assalto”: prima di tutto, “il fascino che conserva un compito tanto difficile quando decisivo come la ‘cura’ dei più giovani. Fare scuola è ancora ‘mestiere’ che vale, nonostante le oggettive difficoltà che si devono incontrare”. Un’altra ragione, prosegue l’autore dell’articolo, è che “probabilmente la caduta libera di credibilità di cui ha sofferto il mondo scolastico si è arrestata e la tendenza si è invertita”. E’ vero, commenta Campoleoni, riferendosi alla riforma scolastica, che “non sempre il progetto risulta chiaro, però l’entusiasmo si è riacceso”. Di qui l’appello “a chi ha la responsabilità dei cambiamenti” a “non disperdere le risorse di energie che sembrano essersi rimesse in moto, mantenendo gli impegni per le riforme e dedicando soprattutto ai docenti l’attenzione che da tempo chiedono: sul versante contrattuale ed economico, ma anche su quello della reale libertà di azione (nelle regole, ovviamente), soffocata spesso – conclude Campoleoni – da una burocrazia vorace e invadente che trasforma una ‘professione’ creativa in una serie di polverosi e grigi ‘adempimenti'”.