Ottanta rappresentanti delle Chiese protestanti, ortodosse e cattolica di 24 Paesi europei hanno partecipato nei giorni scorsi all’Accademia evangelica di Loccum (Hannover, Germania), alla seconda Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen), un organismo creato nel 1998 per rispondere a una delle esigenze emerse all’Assemblea ecumenica europea di Graz (1997): favorire la collaborazione delle Chiese sulle tematiche ambientali comuni ai vari Paesi europei e di stimolarle a lavorare in modo più incisivo per la “salvaguardia del creato”. In una “lettera alle Chiese” approvata dai partecipanti al termine dell’incontro e resa nota dall’agenzia di informazione “Nev” della Federazione delle Chiese evangeliche d’Italia, oltre a sollecitare l’istituzione di un “tempo per il creato” da inserire nel calendario liturgico delle varie confessioni, l’Ecen sollecita l’attenzione delle Chiese, in particolare sul tema dei cambiamenti climatici. Le ultime notizie sui negoziati per arrivare a una riduzione di emissioni di anidride carbonica, che consentano di ridurre effettivamente il crescente riscaldamento del pianeta, sono preoccupanti: al recente incontro convocato dalle Nazioni Unite a Bonn sono emersi nuovi ostacoli alla riduzione. La “lettera alle Chiese” mette in evidenza anche altre priorità, quali il problema dei trasporti e della mobilità e il progetto di una convenzione internazionale sull’uso del suolo, lanciato dall’Accademia evangelica di Tutzing (Baviera, Germania).