Antonio Perrone, presidente della Fidae, esprime “un apprezzamento per l’iniziativa” anche se “possiamo condividere le preoccupazioni per le difficoltà che si preannunciano in merito al pieno raggiungimento dell’obiettivo”. Perrone parla di “una mentalità di statalismo invadente” che rende ancora più lento il percorso. “Si preannuncia dunque – commenta – un cammino lungo da fare a cui però noi guardiamo attentamente, auspicando il passaggio dalla scuola di Stato alla scuola della società”. Riferendosi alla proposta di legge in discussione della Camera, Perrone ritiene che “se non può essere modificata, fosse però subito seguita da successivi interventi legislativi o interpretativi”. “Noi siamo cattolici – precisa Perrone – ma non è in nome della nostra fede cattolica che portiamo avanti questa battaglia ma in nome di una cittadinanza”, affinché “la famiglia, i genitori, i cittadini qualunque sia la loro fede possano liberamente scegliere l’itinerario educativo per i propri figli”. “Quello che si propone – incalza Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari – è un cambiamento profondo e alla radice di tutta la scuola italiana”. “Le resistenza culturali e politiche davanti al progetto – prosegue Santolini – sono però enormi. C’è un ritardo culturale notevolissimo i cui effetti negativi ricadono proprio sulla scuola italiana. Qui non si tratta di mettere cerotti su qualche disfunzione. Si tratta di restituire la scuola alla società civile, al territorio, alla comunità, ai soggetti della scuola”. Luisa Santolini preferisce parlare di un “contributo proporzionale alle spese effettivamente sostenute dalle famiglie, introducendo un concetto di proporzionalità e di equità”. La denuncia del Forum è “sulla chiusura e sulla blindatura” del testo di legge. “Non si è mai verificato – aggiunge – che un testo sia blindato al punto che non si riesce a correggerne una virgola, malgrado ci sia su molti punti un consenso assoluto”.