L’usura è “una terribile ragnatela nella quale si può restare invischiati anche per un uso spregiudicato del denaro”. E’ quanto si legge in una nota del Fondo di solidarietà antiusura della Fondazione San Nicola e Santi Medici, dando notizia di un concerto che si terrà stasera, a Bari, nella parrocchia Santa Croce per anticipare le musiche già incise in un cd, Concerto per il Giubileo”, il cui ricavato sarà devoluto alla fondazione antiusura del capoluogo pugliese. “Alla vigilia del Giubileo – spiega mons. Alberto D’Urso, presidente della stessa fondazione – si impone un atteggiamento differente per quanto riguarda la solidarietà e, soprattutto, l’uso responsabile del denaro”, visto che oggi “ad un amento dei poveri corrisponde un accumulo di ricchezze sempre più concentrato nelle mani di pochi”. Dagli incontri con le vittime dei “cravattari”, ci si rende conto che “strette nella morsa dell’usura sono persone a diversi livelli anche della società pugliese”: lavoratori autonomi (54%), lavoratori dipendenti (23%), casalinghe e pensionati (23% ). Tra le cause più comuni dell’indebitamento, “l’apertura di attività commerciali, l’acquisto di una casa, i debiti di gioco, la richiesta di rientro immediato dei prestiti da parte delle banche, ma anche la malattia di un figlio o i problemi connessi all’uso di droga da parte dei giovani”. Dal ’94 ad oggi, oltre mille persone si sono rivolte alla Fondazione San Nicola e Santi Medici, che quest’anno è riuscita finora a realizzare più di140 interventi finanziari, per un totale di oltre due miliardi di lire. Ma non basta, aggiunge mons. D’Urso, ci vuole “una presa di coscienza di tutta la società civile”, della Chiesa ed anche dello Stato, che possono “organizzare il sociale secondo autentici principi di solidarietà”. ” “” “