VENEZIA: L’ESPERIENZA AUSTRIACA DEL “CAPPELLANO LAICO” PUÒ VALERE IN ITALIA?

La diocesi di Venezia si interroga oggi, in una conferenza stampa che si svolgerà alle 18 presso il centro culturale “Santa Maria delle Grazie” sulla possibilità (o meno) di introdurre nelle parrocchie la nuova figura dell'”assistente pastorale”, ossia una sorta di “cappellano laico”. Si fa riferimento in particolare all’esperienza austriaca, dove, in seguito al calo delle vocazioni e della mancanza di preti, già dagli anni ’60 si è pensato di affidare alcuni compiti a personale appositamente formato nelle facoltà di teologia o nel “seminario per la professione ecclesiastica”. Il loro ruolo, spiega un sacerdote austriaco, don Ferdinand Kochauf, al settimanale diocesano “Gente Veneta”, riguarda “il lavoro con i bambini e i giovani, la formazione e l’accompagnamento dei collaboratori, la preparazione della liturgia e dei sacramenti”. Gli assistenti pastorali in Austria sono retribuiti e dipendono dalla diocesi, anche se il loro diretto superiore è il parroco. Nel corso della vita lavorativa possono però essere trasferiti di parrocchia in parrocchia. In Austria guadagnano stipendi lordi che vanno dai 2.670.000 lire (1.830.000 netti) fino a 5.628.000 lordi (4 milioni netti, al 39° anno di servizio). Vi sono tre gruppi di stipendiati a seconda del titolo di studio e dopo il primo e il secondo figlio percepiscono un contributo di 130 mila lire ciascuno (lorde) e 155 mila per ogni figlio successivo. Le domande, anticipate dagli organizzatori della conferenza stampa sono: “Il ‘cappellano laico’ è davvero la soluzione al calo delle vocazioni al sacerdozio? In caso affermativo, le diocesi sarebbero in grado di sostenere queste spese?”” “” “