Pregare insieme in famiglia, concedersi pause di riposo ristoratore, aprirsi alle esigenze dei più poveri, promuovere progetti di intervento a favore dell’Europa dell’est e dei paesi del sud del mondo: sono alcuni dei suggerimenti contenuti nella lettera pastorale sul Giubileo scritta dal vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Wilhelm Egger. Titolo del documento è “L’Anno giubilare: un anno consacrato al Signore” e in esso il presule altoatesino sottolinea che per l’uomo di oggi è importante cogliere il senso di questo anno speciale, il cui attributo fondamentale è quello di “Santo”. “Validi aiuti per un ritmo salutare di vita – scrive tra l’altro – possono essere la preghiera fatta insieme in famiglia, il rispetto della domenica e dei giorni festivi, un pellegrinaggio”. Egger insiste sul rispetto dei ritmi naturali, già previsto per i Giubilei nell’antico Israele, da parte sia dei singoli, sia della società nel suo insieme, come difesa dell’ambiente e sviluppo della cultura ecologica. Il richiamo all’equilibrio naturale e spirituale si traduce poi, secondo il vescovo di Bolzano, anche in “un appello alla giustizia e alla pace, contro l’impoverimento, la riduzione in schiavitù, l’emarginazione e contro ogni forma di oppressione: un anno del condono”. Nello specifico, per la diocesi alto-atesina, il vescovo suggerisce quindi di sostenere i progetti di apertura ai paesi poveri del sud del mondo e a quelli dell’est europeo. Si tratterebbe – dice Egger – “di segni visibili della nostra solidarietà”.