DON ALBANESI (CAPODARCO), DA UNO ZIO PRETE CONSIGLI AI GIOVANI PER IL NUOVO MILLENNIO

“Il vecchio millennio se ne va. Nulla avverrà, se non lo scorrere dei momenti e delle età”. Uno zio prete che parla ai nipoti e riflette su temi che riguardano la vita privata e collettiva, i costumi sociali e culturali, gli atteggiamenti politici, economici, religiosi e morali. Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza) rivolge ai giovani del 2000 alcuni consigli che nascono dall’esperienza, per lasciare loro “uno spaccato non di storia e nemmeno di cronaca, ma (spero) di saggezza”. Nel libro “Le tribù dell’antico mondo. Lettera ai nipoti sulla fine del millennio” (ed. San Paolo) sviluppa il suo pensiero in capitoli intitolati con un verbo all’infinito: nascere, crescere, educare, comunicare, sognare, viaggiare governare, pensare, pregare, soffrire… Il verbo “amare”, per esempio: “Amare è di una semplicità assoluta – osserva -. Basta scrivere le regole e rispettarle. Il vecchio millennio le ha stabilite e non possono cambiare. Prima regola è amare chi ti ama; in parole più espliciti: ama chi ti dà… Seconda regola, amare i propri simili: per razza, condizione, status…Quarta regola: ama ciò che ti circonda”. Ma nei capitoli conclusivi, come quello sul “dono”, suggerisce: “Il primo tratto del dono è accorgersi di chi vi circonda. Dapprima consisterà nell’avvertire i più vicini. Coloro ai quali si è legati per amicizia e per affetto. Ma se avrete sensibilità sufficiente, subito dopo vi accorgerete anche di chi è lontano, di chi non conoscete. Il dono ha la caratteristica di accorciare le distanze, di rendere tutto più vicino e familiare”.